Posizionamento in Google e
PageRank, questione di soldi?
di Andrea Cappello
Il
Page
Rank è l'algoritmo con cui Google riesce a classificare le
pagine web del suo database e catalogarle con un ordine di importanza
nei ranking di risposta alle query di ricerca degli utenti. Una spiegazione del PageRank ce la offre
Google (neretto
mio sugli aspetti più delicati dell'algoritmo):
PageRank continua ad essere l'elemento
chiave degli strumenti di ricerca di Google.
PageRank in dettaglio
Basato sullo specifico carattere "democratico" del Web, PageRank
sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine
per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un
collegamento dalla pagina A alla pagina B come un "voto" espresso dalla
prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il
numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a
effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che
ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine "importanti"
hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere "importanti" anche
le pagine collegate.
PageRank assegna ai siti Web importanti
e di alta qualità un "voto" più elevato di cui Google tiene conto ogni
volta che esegue una ricerca. È evidente che oltre ad essere importanti,
le pagine devono corrispondere ai termini ricercati. Quindi, Google
integra PageRank con sofisticate procedure di ricerca testo per trovare
le pagine che sono rilevanti e rispondono ai criteri di ricerca
indicati. Google non si limita solo ad esaminare il numero di volte in
cui una parola specifica è presente nella pagina, ma esamina tutti gli
aspetti del contenuto della pagina (e dei contenuti delle pagine
correlate ad essa) per stabilire se risponde o meno ai criteri di
ricerca indicati.
Il Page Rank si basa su centinaia di fattori
divisibili in:
-
interni al sito
-
esterni al sito
-
altri
I fattori altri sono marginali per questo articolo.
I fattori interni al sito hanno a che
fare con tutti quegli elementi interni al sito che permettono allo stesso di
essere "letto" e metabolizzato al meglio dai software dei motori di ricerca.
Tali elementi sono esplicati in rete in diversi siti, guide, forum e riassumiti anche nella
guida sul
posizionamento (e nel mio
libro gratuito). Si parla in questo caso di ottimizzazione del sito
web, del suo codice e della sua struttura per valorizzare i contenuti agli
occhi di Google & C.
I fattori esterni dipendono
essenzialmente dal come il sito viene linkato nella rete. Google cerca di
valutare la popolarità di un sito web (più precisamente di ogni singola
pagina del sito web) secondo vari parametri per poi
assegnargli un valore che gli permette di essere più o meno meritevole
rispetto ad altri siti di comparire prima o dopo nella lista dei risultati.
La logica è naturalmente quella di far
comparire i siti più meritevoli rispetto a quelli meno.
Il
peso dei link
è stato ma sempre più sta diventando quindi molto importante. Tanto
importante che alcuni posizionamenti nei motori di ricerca sono condizionati
SOLO da fattori esterni al sito (come il caso di
boombing del
miserabile
fallimento che ha fatto richiedere al governo precedente l'eliminazione
del primo posto dai risultati di Google a Google, poi prontamente reinserito
a seguito delle nuove elezioni).
Un link quindi ha un valore, che può
influenzare le carte in gioco nel business delle aziende che utilizzano i
motori di ricerca come leva. Ne aveva parlato nel 2004 Giuseppe Granieri con
un bell'articolo
di cui abbiamo pubblicato un'abstract in rete (peccato che l'originale
completo non sia più online).
Un valore che può essere comprato (esempio
UPI) e che anzi, soprattutto per quei siti che non sono molto citati
dagli altri in rete, è diventato una parte del budget che va stanziato nelle
attività SEO:
La popolarità e il Page Rank si possono
comprare!
Tutto questo a scapito della logica di un
motore che vorrebbe invece tramite i risultati organici di ricerca
posizionare ai primi posti i siti meritevoli per loro natura, che
acquisiscono link perchè vengono citati naturalmente dagli altri siti (blog,
portali, ecommerce, giornali online, ...).
Il mercato dei link oggi è un mercato dai
volumi d'affari considerevoli. Chi ha siti a PageRank 7 chiede anche 1000
euro al mese per un link da quella pagina; vi sono aziende che acquistano
domini scaduti di altre realtà che avevano un alto Page Rank; vengono
attivate campagne di pubblicità su portali solo per avere il link con poco
interesse per le impression o il passaggio reale di utenti; esistono
marketplace dove comprare e vendere link che passano PageRank...
E anche se il sottoscritto e alcuni suoi
colleghi sono fautori di una valorizzazione del sito che passa per altri
elementi che non sono solo il vil denaro, la realtà è che molte
aziende hanno fatto dell'acquisto di link il loro unico o principale fattore di merito che gli
permette di svettare in cima ai risultati di Google con il loro web site.
...almeno fino al prossimo aggiornamento
dell'algoritmo di Page Rank che, come è sempre accaduto in passato,
riserverà grosse sorprese (= penalizzazioni) per chi considera la
scorciatoia l'unico sistema di merito, in quanto l'abilità del noto motore
di saper leggere la "bontà" dei link è in continua e sorprendente
evoluzione. molto più di quanto pensa la maggior parte delle gente, inclusi
moltissimi SEO che oggi operano nel mercato con la logica della scorciatoia.
Per ora però, come nel mondo reale, la legge dei
soldi ha ancora il suo peso, a patto di spenderli bene con aziende
SEO specializzate, magari un pò più delle altre... :)
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