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Quali risultati
cliccano di più gli utenti di Google, Yahoo! e MSN
di Andrea Cappello
Equiro
è una società canadese specializzata nell'Eye Traking (tracciamento del
movimento oculare degli utenti) che gia due anni fa
aveva realizzato una ricerca analoga limitata a Google introducendo il "Golden
Triangle", l'area più vista dagli utenti nei ranking di ricerca.
La
ricerca
registra le preferenze fatte (monitorando occhio e click del mouse)
da un campione qualificato di utenti a cui sono state affidate ricerche
specifiche con i tre motori. I campione dovrebbe essere rappresentativo,
così come le ricerche, degli utenti medi, anche se la ricerca è stata
effettuata su un pubblico nord americano.


La ricerca ripropone alcune
osservazioni gia rilevate in passato anche con altre ricerche analoghe:
- l’utente predilige i risultati in alto
a sinistra
- l’utente "scannerizza" aree su
cui cliccare composta da 3/4 risultati, per cui potremmo dividere i
risultati di una pagina di ricerca per importanza:
> dal 1° al 3° posto
> dal 4° al 7° posto
> dal 8° al 10° posto
- i primi 3/5 risultati sono i più
cliccati anche per impostazioni di browser che li visualizzano anche su
risoluzioni più basse, a prescindere che siano PPC o organici.
- l’importanza delle prime parole del
tag “Title”
- di una certa importanza dell’URL nella scelta
della preferenza del click, e dell'abstract dei risultati
- la netta preferenza dei risultati
naturali rispetto quelli a pagamento (se si escludono quelli che si
posizionano della parte sinistra dei ranking subito prima dei risultati
naturali)
Questi dati confermano quanto gia da tempi
professionisti di search marketing praticano (ne
scrivevo gia nel 2004 e ne ho parlato anche al
SES scorso): non solo è importante essere presenti nella prima pagina
dei risultati di ricerca (che assorbe mediamente il 70% delle ricerche), ma
anche farsi preferire dagli utenti che mediamente non fanno più di 3/5 click
per pagina.
CTR
Il report offre anche dei dati sul CTR che a mio parere non sono altamente
attendibili perchè non è ben chiaro quanto possano essere cannibalizzate le
scelte di click degli utenti dei risultati PPC di siti web che potrebbero
comparire accanto a risultati organici, e non sappiamo nemmeno la quantità
di annunci presenti nelle ricerche fatte nei singoli motori.
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