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Google, pubblicità online mirata sull'utente
di Luca
de Leone www.smau.it
Abbinare
spot pubblicitari a siti web specifici, scegliendoli
in relazione alla ricerca per parole chiave o per
tema eseguita dall'utente in Rete. E' questo il
nuovo servizio che Google si appresta a lanciare sul
mercato, grazie ad un innovativo software automatico
che sfrutta le potenzialità del suo sistema basato
sugli algoritmi

Google sbarca sul mercato della pubblicità, e lo fa
in grande stile, proponendo un innovativo software
in grado di abbinare le pubblicità a determinati
siti web seguendo gli indizi che i navigatori
seminano online durante le proprie ricerche
sottoforma di parole chiave e temi specifici.
In parole semplici, un utente che digitasse sul
motore di ricerca più famoso al mondo la parola "DVD",
sarebbe indirizzato verso siti che trattano
l'argomento, all'apertura dei quali, vedrebbe
comparire come per magia, per esempio, la pubblicità
dell'ultimo modello di lettore digitale, oppure il
CD dell'ultimo kolossal hollywoodiano.
Si tratta di una mini rivoluzione nel mondo della
pubblicità internettiana, che però si mantiene in
linea con la politica recentemente decisa nei
quartieri generali di Google, che ha dato luogo alla
nascita di
Froogle, il motore di ricerca interamente
dedicato allo shopping online, e soprattutto
all'acquisizione di Pyra Labs, il gruppo di
ricercatori che hanno dato vita a
www.Blogger.com
, ovvero il sistema di weblog più noto e utilizzato
al mondo. Una politica che riflette chiaramente la
volontà della società di Mountain View di ampliare i
propri confini di business, inizialmente limitati al
servizio di ricerca online.
Google non è certo un neofita della pubblicità in
Rete, visto che da anni ormai vende banner e
pubblicità in genere sul proprio sito. Ma questo
nuovo servizio lancia il motore di ricerca molto più
in profondità nel mercato dell'advertising,
rendendolo simile ad una vera e propria agenzia
pubblicitaria.
Ma soprattutto ponendolo in diretta concorrenza con
società come
DoubleClick,
che in pratica garantisce già lo stesso tipo di
servizio, utilizzando tecnologie specializzate nel
monitorare le esigenze dei navigatori individuando
per ciascuno di essi i loro interessi ed esigenze.
Anche Google userebbe tecnologie di questo tipo, che
s'identificano soprattutto nei cosiddetti "cookies",
i famosi biscotti virtuali che permettono di
assegnare ad ogni hard drive un ID unica, che poi
viene legata alle ricerche degli utenti in Rete.
Proprio l'utilizzo di questi cookies ha più volte
alimentato numerose critiche nel mondo del Web,
vertenti soprattutto sul problema legato alla
privacy. Ora che la faccenda si sposta su di un
terreno confinante con il business, però, non vi è
dubbio che la discussione è destinata ad alzarsi
d'intensità.
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