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Spam nelle directory e nei motori di ricerca

spam nei motoriIn questi ultimi anni i motori di ricerca hanno avuto un vero e proprio "boom" dovuto al fatto che sempre più gli utenti utilizzano internet quale strumento privilegiato per le loro richieste ed esigenze di ricerca di informazione. Da qui la necessità o la volontà di molte aziende e webmaster di siti web di arrivare ai primi posti a seguito di ricerche su parole chiave specifiche, spesso senza troppi scrupoli.

L'uso però di tecniche e trucchi di vario genere per ottenere tali risultati ha costretto i motori di ricerca a cambiare continuamente le logiche di indicizzazione per riuscire ad offrire agli utenti risultati attinenti e attendibili. Per tali motivi sono così state scritte delle regole, delle linee  guida che tutti dovrebbero seguire al momento di creare il sito web.

Regole che devono lasciare un giusto spazio di compromesso alle tecnologie utilizzate per la realizzazione di siti web, spesso non tanto amichevoli alle "modeste" capacità di "lettura" di un po tutti i motori. Ciò che è ammesso, tollerato e bandito dagli indici sono quindi una serie di concetti in continua evoluzione. In termini generici, viene comunque considerata illecita ogni pagina che presenti caratteristiche al solo scopo di favorirne una migliore posizione nel ranking dei motori di ricerca, e che offra contenuto inappropriato, ridondante o comunque di bassa qualità.

Motori di ricerca

Ogni motore ha così fissato una serie di regole e consigli utili (le linee guida appunto) da seguire per non correre il rischio di fare spamming ed essere "bannati" (linee guida: Google,
Arianna, Altavista.it, DMOZ, FAST, Inktomi).

Arianna, ad esempio, non ammette con inclusione a pagamento una pagina che contenga un ridirezionamento automatico (redirect) ad una altra pagina o che contenga scritte dal colore uguale allo sfondo, un eccessivo numero di parole chiave (keyword stuffing) o qualsiasi altro meccanismo che prova deliberatamente a interferire con il funzionamento degli algoritmi di Arianna.

Altavista non gradisce pagine dal testo non facilmente leggibile, con caratteri troppo piccoli o fondo della pagina troppo scuro; pagine dall'off-topic con un numero eccessivo di parole chiave; pagine generate automaticamente senza contenuto o con un contenuto minimo, il cui unico scopo è quello di passare ad un'altra pagina.

Inktomi, Google e Fast Search specificano anche che ritengono spam le pagine con un grande numero di link ma senza contenuto. Queste pagine vengono chiamate anche FFA (Free-For-All) perchè permettono (o meglio permettevano) di generare falsa Link Popularity. Google in particolare combatte contro tutte quelle tecniche che cercano di influenzare il PageRank.

Ultimamente Google sta testando nuovi filtri (attivi ora su parole chiave inglesi ad alta competitività, es "hotel bologne") che penalizzano pesantemente i siti ottimizzati e posizionati in rete con le tradizionali tecniche di ottimizzazione utilizzate dalle web agency. Utile al riguardo: www.scroogle.org

Cloaking (si veda FAQ). Google, Inktomi e Fast Search lo considerano la metodologia più dannnosa perchè consiste nel mostrare ai motori pagine che non corrispondono a quelle che poi effettivamente vedranno gli utenti finali. AltaVista, al contrario, vede nel cloaking un aiuto per quei siti che per scelte di piattaforma tecnologica o impostazione grafica hanno seri problemi anche solo di indicizzazione.

Cosa si richia facendo spamming nei motori

  • Penalizzazione del posizionamento delle pagine del sito
  • Esclusione della pagina dal database del motore, dell'intero dominio, dell'IP
  • Segnalazione nelle "liste nere" dei motori di ricerca
     

Directory

Per i responsabili di Open Directory Project (DMOZ), la più importante directory open source della rete, si definisce spam la continua proposta di siti identici ad una o più categorie inappropriate e di siti che violano evidentemente le regole indicate dalla directory.

Le directory prestano particolare attenzione alla distinzione fra siti e siti "mirror", copia cioè di altri siti. Da quando, infatti, si sono diffusi i programmi di affiliazione sul Web (es Erbalife), sono aumentati di tentativi di indicizzare siti che però riportano solamente le offerte commerciali di altri siti, non aggiungendo nulla di nuovo e diverso alla Rete.

 

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