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Google, batosta sulle
parole-chiave
da
punto-informatico.it
Un tribunale francese condanna il motore di
ricerca per aver consentito la pubblicazione di pubblicità testuali a
pagamento che sfruttano un trademark. Una sentenza gravida di
conseguenze

20/10/03Un trademark può bloccare i link
testuali sponsorizzati. Lo ha deciso, sollevando notevolissima
attenzione, un tribunale francese che ha condannato Google a pagare 75mila
euro per aver ospitato pubblicità testuali considerate abusive.
Stando ad un giudice del Tribunale civile di Nanterre, infatti, Google non
avrebbe dovuto consentire ai propri inserzionisti di usare trademark di
terzi per promuoversi sulle sue pagine. Entro 30 giorni, così hanno deciso i
giudici, Google dovrà impedire ai propri inserzionisti di far apparire
pubblicità nei risultati di ricerche che gli utenti effettuano utilizzando
una parola chiave corrispondente ad un trademark.
Cercare, per fare un esempio, Coca Cola su Google, in quest'ottica
non dovrebbe portare a link sponsorizzati che non siano legittime inserzioni
dei detentori del trademark, cioè la Coca-Cola Company.
Va da sé che, per un'azienda che grazie al suo servizio di reclàme AdWords
conta decine di migliaia di inserzionisti e che gestisce milioni di ricerche
ogni giorno, quanto deciso a Nanterre può produrre un pesante impatto. Una
sentenza che però è destinata a pesare non solo su Google e i suoi
inserzionisti ma più in generale sul crescente mercato dei link
testuali pubblicitari.
Nello specifico, il caso è nato attorno alla "Bourse des vols", agenzia
francese che aveva chiesto a Google di impedire che propri concorrenti
pubblicizzassero i propri siti quando qualcuno avesse ricercato "Bourse des
vols". Una richiesta che Google ha respinto, conducendo così al procedimento
legale.
Google si è difeso puntando il dito contro il trademark, sostenendo che non
era valido, e sottolineando che si tratta di questione tecnologica
che non poteva essere risolta. Una posizione non condivisa dai giudici.
Google ora spera nell'appello ma, mentre prepara il ricorso e per tutta la
durata dell'appello, dovrà comunque obbedire agli ordini del tribunale e
rimuovere i link testuali (collegamenti sponsorizzati) che violassero il trademark in oggetto.
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