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I motori di ricerca del
futuro saranno categorici!
di
Stefano Bonacina
Come ha affermato il
professor
Hayden White,
ideatore del concetto di
MetaStoria,
"la base di ogni processo cognitivo è la classificazione".
Ed è con questa idea in mente che alcune aziende stanno pensando a una
piccola rivoluzione dei motori di ricerca: basta con
l'information overload,
niente più enormi quantità di informazioni irrilevanti, stop ai risultati
"adulterati" da metodi di ranking pumping, con mezzi tecnici o
sponsorizzazioni. Con calma, però. Ancora non siamo arrivati a questi
risultati, ma ci stiamo avvicinando a qualcosa di simile, per
approssimazioni successive, naturalmente.
E la prossima approssimazione è la categorizzazione dei risultati, ovvero la
possibilità di accorpare diverse pagine web, risultate dalla ricerca,
all'interno di categorie sulla base del contenuto.
L'impegno di Vivisimo , Exalead (www.exalead.com),
Mooter e di Grokker è di presentare l'informazione ottenuta da un motore di
ricerca (proprietario o industriale), classificarla e agevolare quindi la
navigazione all'interno dei gruppi di documenti.
I primi due, attraverso il sito di Clusty (da clustering, o se preferite
l'italiano adulterato, clusterizzazione) ed Exalead, propongono i risultai della
ricerca affiancati da un albero di categorie: è possibile navigare anche
attraverso l'albero, scegliendo le pagine all'interno delle diverse voci.
Mooter propone le categorie non ad albero ma a rete, e Grokker, infine,
rappresenta le categorie in modo visuale, inserendo i documenti in insiemi
categorici colorati e navigabili. A loro volta, gli insiemi possono contenere
sottocategorie. Lo strumento è veloce e piacevole da navigare ed ha il vantaggio
di potersi appoggiare a motori di ricerca esterni, mentre il limite di Clusty
risiede proprio in un Database di documenti più ridotto di quelli dei motori più
famosi.

Clusty
Certo è che la necessità
di allenarsi per effettuare un "efficace
e rapido scanning" all'interno
della babele informativa sarà sempre presente, alla luce del moltiplicarsi
delle fonti e delle modalità informative.
Sono però del parere che la responsabilità del reperimento dell'informazione
debba essere condivisa tra il fornitore e il Motore di ricerca e che
all'utente finale venga deputata solo la scelta del fornitore.
Nel regime semi-monopolista dell'attuale panorama dei motori di ricerca la
battaglia non riguarderà più il Database documentale, ma l'approccio alla
ricerca e il metodo di presentare i risultati all'utente.
Credo quindi che Google non corra
pericoli: continuerà a costituire lo strumento di ricerca e indicizzazione
dei documenti più utilizzato su Internet e si attornierà di "erogatori
di risultato", sistemi sviluppati in casa o da terze parti che
presenteranno in modo efficace e navigabile i risultati della ricerca
nel suo DB (permettendo inoltre di scavalcare i risultati nonsense,
ovvero adulterati dalle tecniche di ottimizzazione delle ricerche).
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