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 Il valore dei link in rete per la visibilità e il posizionamento

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Lo sai quanto vale il tuo link?
di Giuseppe Granieri
abstract dell'articolo pubblicato sul numero 3/2004 di InternetNews,

Tecnologie di ricerca innovative e nuovi sistemi d'espressione cambiano gli equilibri di Internet.
In quale modo lo si scopre guardando la complessità della Rete con gli occhi dell'economista

Il link è la valuta della Rete

In Rete esistono fattori di valore che determinano il nostro accesso alla conoscenza. «Noi partecipiamo a una struttura di potere, che la cosa ci piaccia o meno. Possiamo criticarla, rifletterci su, approvarla o provare a sovvertirla. Ma non dobbiamo ignorarla. La standardizzazione dei link e il loro valore modelleranno ciò che ci riserva il futuro perché definiscono ciò che può essere trovato. Definiscono la conoscenza», afferma Jill Walker in Links and Power: The Political Economy of Linking on the Web, una teoria presentata nel 2002 alla ACM Hypertext conference di Baltimora. Walker ipotizza che i link siano la valuta della Rete. Dall'avvento di Google in poi (e, da solo, Google nell'agosto del 2003 ha registrato il 75% delle ricerche online) i link non hanno tutti lo stesso valore. L'algoritmo del motore americano, noto come Page Rank, li utilizza per determinare la popolarità e quindi la visibilità di un sito Web. Sebbene i dettagli di funzionamento dell'algoritmo non siano pubblici e sebbene lo stesso algoritmo preveda sistemi di correzione e di difesa da forzature, il principio è chiaro: Google interpreta il link come un voto del Webmaster nei confronti del sito cui punta il collegamento.

Questo, nella storia della Rete, ha portato a una innovazione sostanziale. Se prima alcuni erano portati a pensare che un collegamento da A a B togliesse valore a B per aggiungerne ad A (tanto che una certa scuola di pensiero ha cominciato a sostenere che i link erano in qualche modo una violazione del copyright), oggi «quando io offro un link a B, questo link apporta un preciso (benché nascosto) valore nel Page Rank di Google e in altri sistemi di indicizzazione come Blogdex. Il link ha un valore per B superiore a quello che il contenuto della pagina di B ha per me o per i miei lettori. Io, con il mio link, sto pagando B per l'accesso ai suoi contenuti». Inoltre, per Google, il Page Rank influisce anche sul valore del singolo link, poiché a un collegamento proveniente da una pagina con un alto rank viene attribuito un peso maggiore.

Valuta di quale ricchezza?

Il meccanismo di valore attribuito ai link dal modello Page Rank influisce pesantemente sulle possibilità di accesso a una pagina e determina un'implicita associazione di valore ai contenuti.
In The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine, Sergey Brin e Lawrence Page spiegano chiaramente il funzionamento di questo sistema e l'associazione del link a criteri di valore:
«Page Rank può essere pensato come un modello di comportamento dell'utente. Noi teorizziamo che ci sia un "navigatore casuale" che parte da una pagina Web a caso e comincia a cliccare sui link, non tornando mai indietro ma, eventualmente, annoiandosi e ripartendo da un'altra pagina. La probabilità che questo utente visiti una pagina è il Page Rank. [...] Una giustificazione intuitiva è la seguente: una pagina può avere un alto Page Rank se ci sono molte pagine che puntano su di essa, o se puntano su di essa poche pagine con un alto Page Rank. Sempre intuitivamente, pagine che sono molto citate da molti punti nel Web hanno il valore per essere cercate. Così come una pagina che magari ha una sola citazione però proveniente da Yahoo! o da siti simili, ha lo stesso un suo valore. Se una pagina non è di alta qualità, o è solo un link che non porta a nulla, è prevedibile che non sia linkata da Yahoo!.»

(...)

La risorsa è l'attenzione, non l'informazione

Nonostante le obiezioni teoriche, l'ipotesi formulata da Jill Walker ha avuto risonanza. Il recente studio On the economy of Web links: simulating the excange process proposto da due accademici londinesi, Boris Galitsky e Marc Levene, ha riprodotto artificialmente e analizzato una situazione di mercato in cui i link vengono scambiati per denaro (venduti e comprati, attribuendo il valore proporzionalmente al Page Rank).

(...)

L'opinione come valore

Di fatto, il modello statistico non basta a descrivere se non il risultato. L'aspetto cruciale, in questo caso è il processo, ovvero il come si arriva a questa distribuzione della visibilità. In questo senso l'applicazione ai Weblog è particolarmente interessante. Altrove, in quella che potremmo chiamare l'area commerciale o la zona industriale della Rete, l'acquisizione di una reputazione digitale (misurabile in termini di Page Rank) è stata fino a oggi frutto di strategie e investimenti che modificano l'equilibrio della Rete, ma che non sono generati all'interno della Rete stessa. Nei blog, invece, la reputazione viene costruita su basi completamente diverse ed è il risultato di una forte e profonda interazione sociale. La popolarità di un blogger cresce (o diminuisce) quotidianamente in funzione di ciò che dice, di come stabilisce le sue relazioni. Si modifica in funzione delle opinioni di cui è capace e dell'efficacia con cui riesce a esprimerle. Il capitale dell'individuo in Rete coincide con il suo capitale culturale ed espressivo, che viene condiviso e valutato sotto forma di opinione e di visione del mondo. E il mondo (quello connesso, almeno) ogni giorno lo giudica e gli impone una rilevanza (in termini di link) in base al suo giudizio.

Questo comporta potenzialmente, ma anche praticamente, l'applicazione automatica di un criterio meritocratico: in questo contesto la comunità dei blogger è una sorta di Super-Google, un sistema di filtro distribuito e collettivo per la segnalazione dei contenuti. Se nella Rete il Page Rank di Google è il giudizio del Web, la popolarità di un Weblog è il giudizio dei blogger. La portata di questo meccanismo è destinata a crescere. I Weblog non sono affatto una comunità isolata, al contrario sono attualmente la parte viva del Web e ne costituiscono una porzione numericamente sempre più rilevante. Già oggi l'opinione dei blogger è una delle variabili più importanti per la costruzione del Page Rank anche e soprattutto per eventi, istituzioni e organizzazioni esterne al mondo Weblog. I blog, in fondo, producono quotidianamente il maggior numero di link, dunque l'opinione della gente è valore in Rete. L'analisi dei link rende questo valore misurabile. Molti se ne stanno già accorgendo, ma inevitabilmente, se queste rimarranno le regole, con l'aumentare della massa critica dei blog, il fenomeno acquisterà un peso sempre maggiore.

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