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Tutti
contro Google
Estratto da
Panorama
Ognuno di noi ha
accesso a più dati di qualunque altra persona che ci abbia preceduto, ma il
problema è trovare quello che cerchiamo nel momento esatto in cui ne abbiamo
bisogno. Data la mole di internet (le stime parlano di circa 500 miliardi di
documenti e voci), non è impresa facile.
I navigatori di
internet svolgono in media 550 milioni di ricerche sul web al giorno e
hanno creato così un mercato del valore di circa 2 miliardi di dollari che
cresce del 35 per cento l'anno.
Il leader di questo
mercato è Google, ma i guadagni sono potenzialmente così elevati che
la società americana deve ora affrontare la concorrenza di pezzi da novanta
come Microsoft, Yahoo e Amazon.
Questo ricco settore è perciò alla vigilia di una guerra decisiva:
internet sta diventando l'archivio di tutte le informazioni dell'umanità e
chi conquisterà il controllo della ricerca avrà in mano le chiavi del regno
della conoscenza.
Google è una macchina da soldi: quest'anno, secondo Safa Rashtchy,
analista presso la Us Bancorp Piper Jaffray, avrà un utile del 30 per cento
sui ricavi, che sono pari a circa un miliardo di dollari. Inoltre in
questo momento il 32 per cento di tutte le ricerche in rete transita
attraverso Google. E questa percentuale sale vertiginosamente al 70 per
cento circa se si contano anche le ricerche tramite siti quali Aol, che ha
in licenza la tecnologia di Google. Così si capisce perché Google si
proponga di vendere le sue azioni al pubblico per un controvalore di 2
miliardi di dollari. Sarebbe la più colossale opa nel settore hi-tech mai
avvenuta. Dopo la vendita, la società avrebbe un valore di 20 miliardi.
Eppure, la supremazia di Google è minacciata. Quando è nato la sua
tecnologia era nettamente superiore a quella della concorrenza mentre oggi
questo vantaggio tecnologico si è ridotto di molto. A settembre, per
esempio, la società aveva catalogato un totale di 3,3 miliardi di pagine
web, ma AlltheWeb le è alle calcagna, con 3,2 miliardi, mentre Inktomi ha
raggiunto la quota, di tutto rispetto, di 3 miliardi (secondo le
affermazioni di Page, nel frattempo Google ha già superato la quota di 4
miliardi di pagine). E poi, per quanto velocemente Google riesca a sfornare
nuovi prodotti ingegnosi, come Google News e Froogle, i motori di ricerca
per lo shopping, i concorrenti creano immediatamente dei cloni, come Msn
Newsbot di Microsoft o Product Search di Yahoo.
È probabile che la Microsoft si riveli il principale grattacapo di
Google perché ha dato prova di riuscire a entrare nei mercati redditizi più
tardi degli altri e a imporsi.
Un altro nemico di Google è la Amazon che ha avviato un servizio,
chiamato Search inside the book, le cui implicazioni sono sbalorditive.
Amazon ha scannerizzato ogni singola pagina di 120 mila libri in un database
che è a disposizione dei clienti online. Amazon ha reso accessibile sul web
una mole considerevole di informazioni nuove e preziose. Ma il suo
fondatore, Jeff Bezos, non è ancora soddisfatto. Dietro un velo di
segretezza sta creando una società di ricerca a Palo Alto, in California,
chiamata A9.com. «Tutto quello che posso dirvi è che stiamo lavorando ad
alcuni progetti interessanti di cui per il momento non possiamo ancora
parlare» afferma Bezos.
Nel frattempo, Yahoo, ex leader nel campo della ricerca, sta
spendendo una fortuna per preparare la riscossa. A marzo ha comprato il
motore di ricerca Inktomi e in ottobre ha inglobato Overture, specializzato
nella ricerca a pagamento, che aveva comprato AltaVista e AlltheWeb. Il
piano di Yahoo consiste nella fusione di tutte queste società in un unico,
mostruoso motore di ricerca. Anche lui diretto avversario di Google.
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