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SEM = Brand Marketing
di Federico Riva, strategist di Godado


Chi si occupa di marketing e, più specificamente, di web marketing si trova spesso di fronte alla dicotomia: direct response/branding. A nostro parere si tratta di una dicotomia errata e per due ordini di motivi.

La prima ragione è questa: la pubblicità (branding) si distingue dalla promozione (direct response) solo temporalmente; quando una big corporation investe centinaia di milioni di euro in una campagna di 'pure brand', che non promuove alcun prodotto in particolare, lo fa solo per vendere più prodotti, non esiste altra finalità, come non esiste altra finalità del marketing: vendere più prodotti di quelli che si venderebbero senza la sua presenza.

La seconda ragione è questa: le azioni di marketing e gli strumenti di marketing che normalmente vengono considerati necessari o utili solo in una logica di promozione e di direct response sono al contrario efficacissimi brand tools.

In questo articolo cercheremo di dimostrarlo, anche facendo tesoro di recenti studi e analisi a riguardo.

SEM: il Search Engine Marketing

La società internazionale leader nelle ricerche di mercato relative agli internet users ha recentemente condotto un'indagine per conto dell'associazione che coinvolge i più importati attori del marketing interattivo, lo IAB (Interactive Advertising Bureau). Questa indagine aveva come 'focus' principale il search engine marketing, ovverosia la pubblicità-promozione di siti effettuata attraverso i motori di ricerca.

Il panel dell'indagine è stato diviso in tre gruppi; ogni gruppo visualizzava una SERP (Search Engine Result Page) differente in cui erano presenti 15 risultati di ricerca, ordinati per numero e posti sotto una scritta molto esplicita: "Sponsored Results". Non erano presenti risultati free, detti anche 'organici'.

Il primo gruppo visualizzava un'inserzione con il marchio Ford in testa ai risultati di ricerca (prima posizione).

Il secondo gruppo lo visualizzava in quinta posizione.

Il terzo gruppo non lo visualizzava affatto (il terzo gruppo fungeva da 'benchmark').

Test sul ricordo del brand

Il primo test riguardava esplicitamente la brand awareness. Ai gruppi fu chiesto:

Se pensi all'industria automobilistica, quali sono le compagnie che ti vengono in mente?
Ecco quail sono stati i risultati:

Gruppo 1) (brand Ford in cima ai risultati di ricerca): il 55,6% ha citato Ford
Gruppo 2) (brand Ford in posizione numero 5): il 49,9 % ha citato Ford
Gruppo 3) (brand Ford assente): il 43,9% ha citato Ford

I dati hanno rivelato che c’è un aumento dell'11.7% di brand awareness tra coloro che hanno visualizzato il brand in prima posizione. E' inoltre evidente il fatto che il nome del marchio così posizionato aumenta anche le percentuali di click through.

Le pubblicità sono state anche divise in sei categorie (non è stato fatto solo il test con il marchio Ford):

Salute
Auto
Bevande
Elettronica di consumo
Retail
Finanza

Questi sono stati i risultati relativi alla brand awareness per le categorie succitate:

Salute: 19% in più rispetto al benchmark del gruppo 3
Retail & finanza: 16%
Bevande: 14%
Elettronica: 14%
Auto: 10%

Pubblicità o "consigli per gli acquisti?"

E' interessante notare che le pubblicità inserite nei risultati di ricerca non erano affatto viste come tali dalla maggior parte degli intervistati; a ciascun gruppo è stato chiesto:

Avete recentemente visualizzato pubblicità in Internet relativi alla categoria [una delle sei categorie inserite]?

Del terzo gruppo, quello che non aveva visualizzato alcuna pubblicità, l'8,1% ha dichiarato di avere visto una pubblicità relativa ai marchi in oggetto negli ultimi mesi. Ci si aspetterebbe che tra coloro che avevano visto la pubblicità, in prima o in quinta posizione, la percentuale sarebbe stata molto elevata: invece solo il 9,11% del secondo gruppo e l'11% del primo gruppo hanno dichiarato di avere visto recentemente pubblicità di quella determinata marca.
Questo suggerisce una considerazione: la pubblicità, nonostante fosse esplicitamente definita tale dalla dicitura in cima ai risultati di ricerca, viene vissuta dagli utenti di un motore di ricerca come un 'suggerimento' o - come potrebbe dire qualcuno in Italia - un 'consiglio per gli acquisiti' e non come una pubblicità che 'spinga' all'acquisto di un prodotto o di un servizio.


 

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