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Le aziende italiane e la Rete
da www.advertiser.it
Ricerca di AdvNext condotta su un campione di 675 imprenditori italiani:
Gli imprenditori italiani non hanno dubbi, l'errore maggiore è stato considerare Internet al pari dei media tradizionali: sostituto del supporto
cartaceo (47%) o surrogato della televisione (36%).
Secondo le aziende, sono in pochi a essere riusciti veramente a sfruttare Internet in modo complementare agli altri media (9%). Il segreto per avere
successo nel Web è non avere fretta: crescere gradualmente e effettuare investimenti scalabili.
VANTAGGI I vantaggi maggiori di Internet, connessi al mondo Web, sono, nell'ordine:
- la posta elettronica (64%)
- i siti aziendali istituzionali (42%).
Seguono, nella classifica dei benefici:
- il reperire informazioni in tempo reale (27%),
- il risparmio dei costi legati allo scambio dei documenti (24%);
- l'interattività del mezzo (12%) e, fanalini di coda,
- l'e-commerce (10%) e
- l'utilizzo per videoconferenze (9%).
SVANTAGGI Primo fra tutti il fattore rischio, non ancora risolto,
- connesso tanto alla sicurezza (39%),
- quanto alla violazione della privacy (22%).
Ma c'è di più. A detta degli intervistati la Rete risulta:
- incontrollabile (27%),
- molti i siti inutili e troppa illegalità;
- lenta nel web (17%), poichè ci si scambiano file sempre più pesanti, e al perfezionamento dei software non c'è stato un adeguato miglioramento dei
provider. Non è un caso che il 15% delle aziende lamenta, in determinate ore della giornata, una sensibile lentezza nella navigazione dovuta ai troppi utenti collegati.
COS’E’ INTERNET? Ma cos'è Internet per gli imprenditori italiani? A questa domanda hanno risposto per il
- 35% uno strumento di lavoro
- 21% un "accessorio" indispensabile
- 9% una finestra sul mondo
- 10% un media
- solo il 18% lo ritiene un business,
- mentre il 7% lo utilizza quale strumento di svago.
DESIDERI Dalla ricerca emerge che il sogno delle aziende italiane è quello di trovare in Rete
- analisi di mercato e tendenze, sulla scorta delle quali il 34%
degli intervistati sarebbe disposto a mettere in gioco forti investimenti.
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