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Azienda e
Web: verso nuove strategie di comunicazione
di
Daniele Cerra
La realizzazione di un portale Web
aziendale è una cartina di tornasole che può consentire all’azienda di crescere
in competitività e produttività, a patto che si inserisca in un generalizzato
contesto di knowledge management e di ripensamento dei processi di comunicazione
interni.
Fu vera
gloria?
Malgrado l’esplosione della bolla della new economy e il probabile fallimento di
un modello aziendale riproducibile basato esclusivamente sulle possibilità
commerciali offerte dal Web, è innegabile come Internet abbia rivoluzionato il
modo di concepire la comunicazione aziendale.
Se infatti Internet non può certo essere considerata la panacea contro tutti i
problemi dell’economia planetaria, resta da valutare come e in che modo sia
riuscita negli ultimi anni a portare nuova linfa nel sostrato aziendale
internazionale, intaccando – svecchiandoli o quanto meno rimettendoli in
discussione - schemi, processi, gerarchie e scale di valore consolidati e
accettati dogmaticamente.
I forzieri del capitale intellettuale
Le aziende contemporanee più attente all’innovazione oramai intuiscono
l’importanza di valorizzare e organizzare il patrimonio di conoscenze ed
esperienze posseduto da dipendenti, collaboratori, dirigenti e consulenti, in
altre parole il valore del capitale intellettuale (Knowledge) dell’azienda.
In questo contesto, in cui si rende necessaria una gestione razionalizzata della
conoscenza (Knowledge Management), Internet, inteso sia come tecnologia
abilitante sia come mezzo di comunicazione, si rivela uno strumento
insostituibile per favorire la “resa produttiva” del capitale intellettuale.
Raccolto e razionalizzato il capitale intellettuale tramite complesse
architetture di knowledge management, è necessario riuscire a “monetizzarlo” –
si legga esplicitarlo per renderlo fruibile e trarne vantaggio in termini di
competitività aziendale - attraverso una comunicazione efficace diretta sia
verso l’interno dell’azienda, cioè verso i dipendenti e i collaboratori, sia
all’esterno, ovvero verso i clienti.
Le intranet e i siti istituzionali aziendali (enterprise portal) possono quindi
essere considerati sia i forzieri in cui si deposita il capitale intellettuale
sia le vetrine attraverso cui questo viene reso fruibile. Il tema intranet,
complesso almeno quanto quello dei siti istituzionali, per la sua specificità e
minor attinenza con l’argomento trattato non sarà analizzato in questa sede
lasciando così maggiore spazio ai processi di realizzazione dei siti
istituzionali.
Azienda vs Web: zero a zero
Negli anni pionieristici della comunicazione aziendale via Web, avere un sito
istituzionale per una società era considerato solitamente una questione di
prestigio piuttosto che un vero investimento finalizzato all’innovazione
aziendale. Anche le grandi aziende, tranne pochi esempi, hanno limitato
“l’impegno” verso la comunicazione Web interpretando i propri siti istituzionali
o come brochure per descrivere il prodotto del momento o come cartelloni
pubblicitari a basso costo implementandoli, nel migliore dei casi, con
applicazioni di commercio elettronico.
Questo è successo perché raramente si è tenuto un approccio globale al problema
della comunicazione via Web e si è così demandata la macroattività di
strutturazione e architettura del progetto ai sistemi informativi, mentre
l’ideazione e la stesura dei contenuti è stata assegnata, nel migliore dei casi,
a professionisti presi da altri campi della comunicazione ma già inseriti
nell’azienda come pubblicitari, addetti stampa e product manager, piuttosto che
affidarsi a chi aveva una specifica esperienza nel mondo di Internet.
D’altro canto va detto che è solo negli ultimissimi anni, soprattutto nel caso
dell’Italia, che si sono sviluppate professionalità ben definite nel campo del
Web in grado di svolgere le attività sopra descritte che, per superficialità o
necessità, sono state invece affidate a figure che, se pur ottimi professionisti
nei proprio settore di competenza, di fronte alla molteplicità delle
problematiche tipiche di un progetto Web hanno dimostrato evidenti limiti.
Ancora oggi le grandi aziende italiane stentano a dotarsi di reparti dedicati
alla comunicazione via Web.
Nell’ottica di scrollarsi di dosso questa recente, ma in alcuni casi già
sostanziosa, eredità artigianale applicata alla realizzazione di portali
istituzionali, è opportuno individuare alcuni dei principali fattori critici
riscontrabili navigando nei portali istituzionali delle aziende italiane. Solo
intervenendo su tali problemi è possibile realizzare progetti di comunicazione
Web di grande qualità ed efficacia in grado di diventare leve competitive ed
elementi per l’incremento della produttività aziendale.
Scheletri nell’armadio
Uno dei problemi più consistenti che tutt’oggi si riscontra navigando in un
portale istituzionale di un’azienda è l’utilizzo di un linguaggio mutuato da
altri settori della comunicazione.
Il fatto stesso che molto spesso, soprattutto le grandi aziende, abbiano
demandato la stesura dei testi pubblicati sul proprio sito istituzionale a
uomini del marketing o a pubblicitari abituati a comunicare su altri media,
segna profondamente lo stile dei siti aziendali tutt’oggi presenti nel web. È
infatti molto comune imbattersi in presentazioni di prodotti in puro stile
“markettese” infarcite di termini anglofoni e con un taglio prettamente
tecnico/commerciale, piuttosto che banner esteticamente attraenti ma che poco si
adattano alla concretezza del Web. Come accade per ogni altro mezzo di
comunicazione- soprattutto quando ne va di mezzo l’immagine di un’azienda –
anche lo stile e il linguaggio usato nel Web devono essere preventivamente
studiati, codificati secondo linee guida costanti e curati con estrema
attenzione per garantire la massima qualità possibile. La percezione qualitativa
che gli utenti hanno di un sito non può infatti prescindere dallo stile e dal
linguaggio utilizzato.
Un altro punto dolente è la mancanza di attenzione nei confronti di alcune
criticità non presenti in altri media.
I contenuti proposti sul Web sono spesso complessi e strutturati poiché devono
trattare argomenti in modo esaustivo, essere costantemente aggiornati e far
parte di una rete di collegamenti ad altri contenuti.
Concetti come usabilità, accessibilità, navigabilità e “user experience” sono
stati trascurati troppe volte nella gestione dei portali delle grandi aziende,
cosa che si riflette negativamente sulla percezione che l’utente ha dell’azienda
che ha creato il portale.
Uno dei principi che stanno alla base delle tecniche di vendita, e un’azienda
sul Web oltre a vendere i proprio prodotti “vende” anche la propria immagine, è
che la differenza tra proposte commerciali simili può dipendere dal tipo di
divulgazione che ne viene fatta.
Tra due aziende in competizione che offrono prodotti e soluzioni analoghe, è
probabile che si scelga quella che riesce a comunicare più efficacemente i
propri punti di forza.
A livello macroscopico, si denota una generale mancanza di una struttura
generale dei portali aziendali e, nel caso di aziende con più portali, di un
livello strategico ancora superiore per la gestione dell’intera comunicazione
web rivolta al pubblico. Se si analizzano le versioni nelle varie lingue o i
diversi portali di una stessa azienda, si riscontrano ridondanze, lacune,
discordanze e altri difetti. Al di là della qualità dei contenuti proposti, per
capire che impatto abbia sull’esperienza dell’utente la mancanza di una
struttura profonde del web basta provare a navigare tra le pagine Internet di
qualche grande azienda per comprendere quanto sia ostico trovare il contenuto
che ci interessa e come, una volta trovato, sia facile perdersi tra altri
contenuti non rilevanti.
Un ultimo ostacolo in direzione della ricerca della qualità assoluta di un
progetto di comunicazione web per un’azienda è la tecnologia. In particolare le
piattaforme di pubblicazione e gestione dei contenuti (content management
system) sono ancora ben lontane dall’essere “contenutocentriche” ossia dal
consentire di concentrarsi principalmente sulla qualità di un contenuto
piuttosto che sulle modalità di pubblicazione. Le piattaforme disponibili
peccano infatti o per complessità di utilizzo, o per le limitate potenzialità di
pubblicazione rese disponibili. In attesa di una vera rivoluzione copernicana
che vedrà la tecnologia diventare davvero supporto per contenuti e architettura
dell’informazione, non resta che sfruttare al meglio le piattaforme esistenti.
Il terzo occhio
Presa coscienza delle lacune indicate precedentemente, una delle scelte che
negli ultimi anni sta prendendo piede nell’ambito dei progetti Web aziendali è
quello di rivolgersi a fornitori esterni. Questa soluzione, se da un lato può
rivelarsi pratica per le aziende che riescono a ottenere progetti “chiavi in
mano”, presenta tuttavia dei risvolti da prendere attentamente in considerazione
tra cui la riservatezza delle informazioni aziendali che, per forza di cose,
devono essere comunicate a società esterne con i relativi rischi di divulgazione
non autorizzata.
Va sottolineato come appoggiarsi a fornitori esterni, siano studi di consulenza
o web agency, possa però garantire un livello qualitativo e un approccio
metodologico decisamente più efficace. Oltre a potersi avvalere di
professionisti esperti in tutti i campi della progettazione e realizzazione di
ambienti Web, una società esterna qualificata gode del privilegio esclusivo: il
punto di vista esterno. Come una ripresa in campo lungo riesce a delineare i
tratti salienti di uno scenario nella sua globalità, così dei consulenti esterni
all’azienda individuano le criticità salienti di un progetto Web aziendali
meglio di come potrebbero fare i dipendenti della stessa azienda che, per la
natura stessa della propria posizione, filtrano la loro percezione del problema
dal proprio punto di vista personale. Il punto di vista esterno è decisamente
più simile a quello dell’utente che accederà al sito Web piuttosto che a quello
di chi lavora nell’azienda. Un ottimo compromesso tra l’outsourcing e la
realizzazione del portale internamente all’azienda è riuscire a stabilire un
canale di comunicazione tra i due nuclei operativi, di modo che i contenuti
siano originati in azienda ma modificati e ottimizzati esternamente.
Piccoli passi o grandi salti?
La realizzazione di un progetto Web aziendale può essere il primo passo verso
una grande rivoluzione interna all’azienda. Il lungo e laborioso processo che
porta a generare un portale aziendale passa attraverso la ridefinizione di
canali di comunicazione tra reparti e persone, l’aggiornamento di competenze e
la codificazione di ruoli chiave e relative responsabilità. Quando infatti
occorre generare un output complesso e strutturato logicamente come è un intero
portale Web, è naturale che si evidenzino i nodi, siano essi persone o processi,
attorno ai quali il flusso dell’informazione si inceppa.
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