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Pianificare una campagna di direct marketing
di Rossella Labriola, Mirò Marketing Informazioni e Ricerche per le Organizzazioni

Direct MarketingTutte le fasi per impostare l’iniziativa, dall’obiettivo di marketing al controllo dei risultati

Il successo di un’operazione di marketing diretto si basa su un’accurata attività di pianificazione che combini metodo e inventiva e che parta dalla capacità dell’organizzazione di:

  • Costruire/acquisire liste aggiornate e complete di nominativi qualificati di clienti da contattare;

  • Utilizzare efficacemente strumenti come il mailing ed il telemarketing.

 In dettaglio i passi da compiere per pianificare un’attività di direct marketing sono:

  • Fissare l'obiettivo di marketing;

  • Sviluppare e interrogare il database;

  • Definire le azioni e gli strumenti di marketing diretto;

  • Mettere in atto il piano di direct marketing e misurare i risultati dell'azione.

 Proviamo ad esaminare brevemente le singole fasi e le relative attività da implementare.

1. Fissare l'obiettivo di marketing
 

In questa fase occorre formalizzare gli obiettivi di marketing che l’organizzazione vuole raggiungere, come ad esempio:

  • Conoscere meglio i clienti e sapere esattamente cosa si aspettano;

  • Acquisire nuovi clienti;

  • Coadiuvare l’eventuale rete di vendita nello svolgimento delle attività commerciali;

  • Curare la relazione con i clienti già acquisiti.

2. Sviluppare e interrogare il database
 

Per realizzare una campagna di marketing diretto il passo preliminare da compiere è raccogliere e archiviare informazioni utili e pertinenti sui clienti attuali e potenziali, o in altri termini, progettare e realizzare un database di marketing. Quest’ultimo conterrà le informazioni su chi sono i clienti, quali sono le loro caratteristiche socio/demografiche e comportamentali, quali le loro preferenze, quanto sono profittevoli e quando e come interagiscono con l’organizzazione.

I principi cui ispirarsi per costruire un efficace database e garantire l’utilità dei dati archiviati sono:

  • riteri chiari e predefiniti di classificazione delle informazioni;

  • identificazione univoca dei clienti;

  • nessuna duplicazione di informazioni;

  • aggiornamento costante delle informazioni.

I dati necessari per costruire un database variano in funzione del mercato in cui si opera, ma ne esistono alcuni che non possono assolutamente mancare e che sono:

  • Dati identificativi (del cliente finale o dell’azienda)
    Per un cliente consumer i principali dati identificativi (anagrafica) da inserire sono: nome, cognome, tel., fax, e-mail, area di residenza, capoluogo/provincia, ecc.
    Per un cliente business invece si tratta di archiviare dati su: nome azienda, ragione sociale, indirizzo completo, tel., fax, e-mail generale, sito web ecc.

  • Dati del referente
    Se ci troviamo di fronte al caso di un cliente business, sarà necessario archiviare non solo i dati identificativi dell’organizzazione ma anche i dati relativi al referente, ovvero alla persona con cui all’interno dell’organizzazione cliente si stabiliscono e mantengono i contatti (es.: nome e cognome, ruolo aziendale, orari di reperibilità, numeri e indirizzi telefonici o di e-mail personali ecc.).

  • Dati demografici o dimensionali (rispettivamente del cliente finale o dell’azienda)
    I dati demografici inseribili per un cliente consumer sono: il reddito, il sesso, la professione, il titolo di studio.
    I dati dimensionali di un cliente business sono: natura giuridica, settore d’attività, fatturato, numero di dipendenti.

  • Dati di tipo comportamentale
    Sono i dati che scaturiscono dall’interazione tra organizzazione e cliente e sono schematizzabili in quattro diverse categorie:

  • recenza: data d’ingresso dell’anagrafica, data dell’ultima azione (es. ordini, sottoscrizioni, pagamenti ecc.);

  • frequenza: numero di promozioni inviate, numero di contatti utili per linea di prodotto/servizio, numero totale degli ordini effettuati in un periodo temporale di riferimento, ecc.;

  • monetarietà: totale fatturato lordo/netto, importo dell’ordine, valore medio dell’ordine, costi di marketing, ecc.;

  • tipologie di prodotti/servizi acquistati.

 Una volta raccolte le informazioni sui clienti e costruito l’archivio, per progettare la singola campagna di marketing diretto occorre interrogare il database al fine di capire quali sono i clienti cui indirizzare l’attività di promozione immaginata.

In particolare per richiamare i nominativi dei clienti più sensibili, è utile fare riferimento alle più comuni formule di interrogazione di un archivio clienti informatizzato:

  • a formula RFM (Recency, Frequency, Monetary, ossia rispettivamente data ultimo acquisto, frequenza d’acquisto, ammontare totale degli acquisti), i clienti migliori sono coloro che hanno acquistato più di recente, che hanno acquistato con maggiore frequenza nell’arco di un determinato periodo di tempo, e che hanno speso importi consistenti;

  • a formula FRAT (Frequency, Recency, Amount, Type; ossia rispettivamente frequenza d’acquisto nell’arco di un determinato periodo, data ultimo acquisto, importo di acquisto, tipo di prodotto o servizio acquistato), ipotizzando sulla base del tipo di prodotto/servizio che un cliente acquista più spesso, ciò che egli acquisterà probabilmente in futuro.

3. Definire le azioni e gli strumenti di marketing diretto
 

Una volta individuati i clienti occorre definire le azioni e gli strumenti da utilizzare per veicolare il messaggio promozionale.

Le principali azioni di marketing diretto sono:

  • Segmentazione, vale a dire la suddivisione della clientela eterogenea in sottogruppi omogenei;

  • Vendita incrociata: prodotti/servizi nuovi, simili o del tutto diversi da quelli sino ad ora acquisiti, vengono offerti ai già clienti;

  • Vendita continuata: si offre ai clienti il rinnovo/riacquisto di un determinato prodotto/servizio;

  • Customer care: si tratta di iniziative miranti a curare e a mantenere una duratura relazione con i clienti (es. progettazione e realizzazione di una ricerca per l’analisi della customer satisfaction, iniziative di cortesia, ecc.);

  •  Misurazione del lifetime value di un cliente: attività di misurazione del valore presente e futuro dei clienti. L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza degli investimenti in attività di comunicazione, dando priorità alla cura della relazione con i clienti più profittevoli.

 Una volta definita l’azione da praticare, l’organizzazione ha a sua disposizione una serie di strumenti di marketing interattivo per porla in essere. Tali strumenti sono principalmente:

  • il telemarketing: identifica le attività telefoniche in entrata ed in uscita, finalizzate alla vendita ed al supporto di attività commerciali.

  • il mailing: attività di invio messaggi ed offerte attraverso la posta con l’obiettivo di generare una risposta/azione da parte di un cliente attuale o potenziale.

4. Mettere in atto il piano di direct marketing e misurare i risultati dell'azione

Prima di lanciare la campagna di marketing diretto è necessaria un’attività di tempificazione per ciascuna delle fasi di contatto da realizzare, definendo in particolare la data in cui avviare e il periodo di tempo in cui concludere il primo contatto e l’eventuale secondo contatto (follow-up).

Infine, dopo aver attuato il piano di marketing secondo la scansione temporale definita, occorre misurare i risultati ottenuti, valutando in particolare le seguenti variabili:

  • N. di lettere inviate/N. telefonate realizzate;

  • N. di contatti ottenuti;

  • N. contratti di vendita chiusi.

Pianificare una campagna di direct marketing è dunque un’attività complessa e laboriosa; se vuoi scaricare una check list utile ad impostare l’intero processo vai su: http://www.miroweb.it/checklist.asp

 

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