La tecnologia è
fortemente concentrata ad accelerare i tempi di
deployment.
Un’azienda che ha
customizzato i contenuti da siti padre (Enterprise
Information Portal) a siti figli, attraverso
strutture in template, con i WCM Systems ha la
capacità di effettuare una delivery su diversi
strumenti che permette analisi ad alto valore
aggiunto dei visitatori sulla base dei moltissimi
dati e di informazioni di feedback.
Poca conoscenza
vuol dire poco valore per il business, quindi sarà
poi l’azienda a dover essere in grado di saper
utilizzare le informazioni per legarle a progetti di
business interrogando i dati (query) per avere le
informazioni che interessano.
La
consultazione/condivisione delle informazioni
agevolerà la loro trasformazione in conoscenza.
È importante rilevare che una stessa informazione
ha significati diversi a seconda di chi ascolta:
ad esempio, direttore commerciale, direttore
acquisti, etc.
L’obiettivo di un
WCM System si può così riassumere: portare le
informazioni giuste alle persone giuste nel momento
giusto. In questa nuova prospettiva, il modello
di business consisterà nel perseguire la digital
democracy, ossia, anticipare i bisogni e ridurre lo
sforzo interpretativo del management aziendale
presentando le informazioni in modo coerente con
quello che si ritiene sia il loro utilizzo.
L’azienda dovrà
garantire la freschezza delle informazioni, un
costante e continuo controllo, una vista che
nasconda la complessità della loro rappresentazione
e che esalti il significato e la rapidità di
comprensione. È necessaria una “visione
enterprise” dell’asset informativo che non
faccia ricadere nelle secche di un’obsoleta cultura
manageriale:“Non c’è budget, non vedo ritorno degli
investimenti”: gestire le informazioni e portarle
all’esterno permette all’azienda di “conversare con
i clienti” che non la vedranno più come un
arcipelago schizofrenico fatto di isole di contenuti
non strutturati. Una logica, questa, che non vale
solo per le multinazionali che hanno necessità di
mantenere un’immagine anche in Paesi dove ci sono
siti diversi: i Sistemi WCM sono in grado di
garantire uno standard di riferimento a livello
worldwide.
Le applicazioni
di Enterprise Content Management permettono economie
di scala grazie alla convergenza di più elementi.
Ad esempio, Nestlè ha scelto una piattaforma
che gli ha permesso un risparmio del 40%
nell’hardware e del 60% nel carico di manutenzione
dei siti, razionalizzando elementi di contenuto che
venivano da 8 sistemi diversi. Si è passati da 5
persone per sito a 10 persone per 51 siti in 26
lingue diverse, con una conseguente riduzione del
ciclo di vendita e dei costi.
Altro esempio:
un Retailer della grande distribuzione fatto di 116
supermercati e 13.000 dipendenti.
Gli obiettivi
erano:
-
informatizzare i processi
-
uniformare i sistemi
informativi
-
incrementare la presenza sul
Web
-
togliere il dato al singolo per
farlo diventare tesoro di tutta l’azienda
Fasi del progetto:
I punti chiave del
progetto:
-
scelte tecnologiche
-
investimento tecnologico
-
budget complessivo
-
tempistiche
-
necessità di preparazione in
azienda
-
raccolta input dall’azienda
-
interviste utenti
-
contenuti da inserire
-
definizione dei processi
-
architettura modulare
-
proprietà della soluzione
La piattaforma di
Content Management, perfettamente a regime,
coinvolge tutti i dipendenti e rende il Portale
espressione del “volere” dei vertici aziendali.
I dispositivi
per la fruizione dei contenuti
EXTRANET: fornitori
INTRANET: dipendenti
INTERNET: clienti
-Web
-Wap
-Sms
-Palm
-Narrowcasting
-Umts
Processi della
gestione degli utenti dei contenuti e della
sicurezza
-
autenticazione
-
autorizzazione
-
profilazione
-
groupware
Sequenza
logico-relazionale di approccio azienda-cliente
tramite la Rete
Che tipo di
contenuti un’azienda deve assolutamente evitare
Un Enterprise
Portal non deve dare l'impressione di bassa
produttività causata da meccanismi laboriosi di
creazione dei contenuti e non deve procurare
frustrazione con processi di pubblicazione lunghi e
laboriosi.
I contenuti devono
essere fruibili:
-
ovunque
-
in qualsiasi momento
-
con qualsiasi device
Ed, inoltre, devono
essere:
-
veloci da prendere
-
veloci da condividere
I WCM Systems
ingegnerizzano la gestione dei siti senza complicare
l’architettura aziendale e rispondono alle seguenti
domande:
Come lavorano le persone dell’azienda?
Non sono esperti di informatica?
Non gli si può imporre uno strumento nuovo?
Devono poter pubblicare direttamente il contenuto
dal proprio Office?
Chi deve creare
contenuti non deve ogni volta chiamare i signori
della tecnologia, i Webmaster che, trovandosi in
mondi più complessi, fatti di siti aziendali di
dimensioni sempre più grandi, stanno sempre andando
sotto stress.
Lo stesso AD se, ad
esempio, sta già lavorando su una tabella Excel e
vuole pubblicare questi dati, non ha tempo e
attenzione da riservare ad acquisire competenze
informatiche.
L’analisi di
scenario prevede un crollo dei costi hardware che
nel 2005 saranno bassissimi ed una maggiore tendenza
verso l’on line dei dati a contenuto fisso.
I dati aziendali,
in base alle caratteristiche che di seguito
indichiamo, si distinguono in variabili e fissi.
Caratteristiche
Dati variabili
La sfida
tecnologica si caratterizza per prestazione e
gestione.
Dati fissi
-
oggetti
-
bassa attività
-
nessuna variabilità
-
“durata” lunghissima
La sfida
tecnologica si caratterizza per scalabilità,
gestione e longevità.
Riassumiamo le
caratteristiche di sistema per la Gestione dei
Documenti aziendali.
Il sistema dovrà,
quindi, permettere di aggiungere, cancellare e
modificare i contenuti ed, inoltre di monitorare lo
stato operativo dell’apparato.
Conclusione
Gerry McGovern,
guru del Content Management, in una citazione
ripresa da Giancarlo Livraghi sull’ottimo libro
“L’umanità dell’Internet”, così scrive: “Il Web
è diventato una discarica per informazioni scadenti
e male aggiornate. Un’erbaccia che soffoca i
contenuti di qualità. La sfida della qualità dei
contenuti non sarà mai risolta dalle tecnologie. Il
problema continuerà a crescere fino a quando
addestreremo le persone a produrre contenuti
migliori, a pubblicarli tempestivamente e a
organizzarli in modo che chi li cerca possa
trovarli. La tecnologia può favorire questi
processi, ma è la qualità delle persone che fa
funzionare il sistema”.